verbale del senato acca. sull’attività del Nucleo Valutazione Ateneo 1 dicembre 2009


4 RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI ATENEO

Il Presidente sottopone all’attenzione del Senato Accademico la relazione annuale del Nucleo di Valutazione di Ateneo sull’attività di didattica e di ricerca 2007 – 2008.

Allegati parte integrante:
Executive Summary
1. Attività del Nucleo di Valutazione d’Ateneo
2. Nuovi ordinamenti didattici ex DM 270/04 a.a. 2008-2009 e 2009-2010
3. Dinamiche della popolazione studentesca e indicatori dell’efficienza dei percorsi formativi
4. LifeLong Learning
5. Servizi per gli studenti
6. Ricerca scientifica
7. Internazionalizzazione e contesto Europeo
8. Governance e sistema contabile e di bilancio
Appendici
A. Dottorati di ricerca
(Sunto del Parere sull’istituzione presentato al Senato accademico del 9 maggio 2007 e della Relazione presentata al CNVSU MiUR il 2 aprile 2009)
B. Valutazione opinioni sulla didattica degli studenti frequentanti a.a. 2007-2008
(Sunto della Relazione presentata al CNVSU MiUR il 10 aprile 2009)
C. Assicurazione della qualità dei corsi di studio
(La relazione sullo stato dell’Assicurazione della qualità verrà proposta non appena il Team avrà completato il calendario dei lavori relativi al 2006-2007 e 2007-2008)
D. Tabelle dei dati

Alle ore 16.15 entra nella sala della riunione il prof. Cristiano Violani, Presidente del Nucleo di Valutazione di Ateneo.

Il Presidente invita il prof. Violani ad illustrare la relazione annuale sull’attività didattica e di ricerca e gli obiettivi conseguiti dal Nucleo di Valutazione di Ateneo nel periodo 2007/2008.

Il prof. Violani premette che la relazione è stata dedicata al collega prof. Paolo Gazzaniga, mancato lo scorso 25 novembre. Oltre ad essere stato il primo Presidente del Nucleo di Valutazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dal 1.11.200 al 31.10.2002, il prof. Cazzaniga è stato anche componente del Nucleo di Valutazione di Ateneo dal 1.11.2002 al 31.1.2009.
Passa ad illustrare i vari capitoli di cui si compone la relazione mediante l’ausilio di slides.
Il primo Capitolo riporta la composizione, le attività svolte dal Nucleo e compendia in numeri la complessità del sistema Sapienza.
Riassume le attività svolte dal Nucleo di valutazione nel 2009 e le azioni poste in essere per migliorare i dati sulle rilevazioni delle opinioni degli studenti e integrare i sistemi informativi gestionali, in modo da renderli funzionali alle esigenze di valutazione interna ed esterna.
Riferisce che di recente è stato predisposto un programma, in collaborazione con il Collegio dei Direttori di Dipartimento e con BIDS InfoSapienza, per il miglioramento dei dati bibliometrici web of science e SCOPUS, nella prospettiva di una valutazione nazionale della ricerca e per i rankins internazionali.
Altre azione importanti sono state:
– l’integrazione dei sistemi gestionali e la promozione dell’accountability e della cultura della valutazione e della qualità. Il tutto grazie a un articolato sistema di valutazione: 23 NNVVFF con responsabilità e risorse specifiche ripartite secondo parametri di impegni per valutazione;
– la revisione del questionario per le opinioni degli studenti;
– la realizzazione di un nuovo software di elaborazione dati con invio automatico dei report statistici ai docenti;
– l’implementazione di una procedura interamente telematica che dovrebbe aumentare la copertura anche nelle sedi più lontane dei corsi di studio della Sapienza.
Fa presente che la struttura di supporto al Nucleo, per quanto limitata a poche persone, ha raggiunto livelli di professionalità molto elevati.
Elenca le criticità riscontrate. In particolare il Nucleo sottolinea l’urgenza di migliorare ulteriormente i sistemi per l’archiviazione e l’analisi dei dati sulla carriera degli studenti, la programmazione delle attività didattiche, la gestione delle aule, per superare una sistematica sottovalutazione dei risultati della Sapienza che la svantaggiano rispetto ad altre Università di uguali dimensioni.
In merito al secondo Capitolo, riguardante l’adeguamento dei Corsi di studio al D.M. 270/04. specifica che entro il 31 gennaio, dovranno essere valutate le proposte di ulteriori ordinamenti.
Richiama l’attenzione soprattutto sui cosiddetti requisiti qualificanti, perché i recenti dati sul 7% del Ministero suscitano forti preoccupazioni sulla possibilità di mantenere tutti i requisiti.
Riferisce che rispetto al 2007/8, il riassetto ha portato ad una riduzione di 54 corsi, pari al 14,5% sul totale e a circa il 15,4% sui soli corsi riordinabili.
La razionalizzazione e qualificazione dell’offerta formativa sono del tutto apprezzabili, anche considerando che in generale la Sapienza non ha mai dimostrato rilevanti problemi nel soddisfare i requisiti di docenza e di attrattività dei propri corsi di studio.
Comunica che il Nucleo ha sottolineato positivamente che il riordino porta a un più equilibrato rapporto tra l’offerta di iscrizione ai corsi di primo livello e quella ai corsi di secondo livello, essendo questi ultimi particolarmente congeniali alle competenze e all’impegno nella ricerca del corpo docente della Sapienza.
Il Capitolo terzo illustra le dinamiche della popolazione studentesca e gli indicatori di efficienza dei percorsi formativi.
A riguardo osserva che lo scarto fra i dati trasmessi al MIUR (rilevati a luglio) e i dati presenti nel sistema gestionale (Infostud) è cospicuo ed ha implicazione per la valutazione e per i finanziamenti.
Spiega che la lieve diminuzione delle immatricolazioni alla Sapienza consegue in buona parte alle politiche di programmazione degli accessi necessarie per il rispetto dei requisiti, è inferiore alla diminuzione nazionale e assai minore nei dati Infostud.
Destano preoccupazione le quantità di studenti “non regolari” nei tre anni considerati, nonché un tasso mancante di iscrizioni al secondo anno maggiore del valore nazionale.
Il Capitolo quarto riguarda il lifelong learning, rispetto al quale si riesce a rendicontare soltanto le attività di 142 corsi di Master, di 26 corsi di alta formazione e di 154 dottorati di ricerca.
Osserva che tale quota di attività della Sapienza è veramente scarsa rispetto agli obiettivi europei. Quindi sono necessari:
– un miglioramento dell’informazione sulla propria offerta formativa;
– un maggiore scambio di informazione con la realtà produttiva territoriale;
– l’incentivazione della realizzazione di corsi di alta formazione anche a distanza;
– la creazione di una struttura di coordinamento dedicata alla formazione permanente e ricorrente;
– la partecipazione a forme di coordinamento territoriale, interateneo, nazionale ed europeo per implementare la partecipazione alle diverse iniziative del Lifelong Learning Program.
– una maggiore sensibilizzazione delle Facoltà sulla possibilità di iscriversi a un solo corso, pagando una quota sostenibile diversa da quella attuale, che tende a scoraggiare l’iscrizione a corsi singoli.
Il quinto capitolo riguarda i servizi agli studenti e considera il ruolo che le attività di servizio hanno nel garantire i risultati da cui deriva un terzo del finanziamento variabile assegnato alle Università. Sono state quindi esaminate le politiche di accoglienza, di trasparenza, le politiche di promozione del merito e le politiche di indirizzo ante e post laurea.
Evidenzia che tali attività, ai sensi dell’art. 2 della legge 1/2009, devono diventare indicatori di qualità primari, in linea con gli standard europei e con l’indirizzo politico del Governo/MIUR che agisce attraverso la ripartizione di una quota crescente del FFO in base ai risultati delle attività formative e di ricerca (7% nel 2009).
Tale capitolo evidenzia una serie di carenze importanti riguardanti i sistemi informativi e comunicativi, il sistema gestionale informatizzato (Infostud), le strutture amministrative di supporto alla didattica, il sistema abitativo per gli studenti della Sapienza (gestione diretta dell’Ente Laziodisu), il potenziamento del servizio di placemente universitario (SOUL).
A riguardo è necessario un riordino organizzativo che porti ad una gestione integrata delle principali attività di servizio alle attività formative, a partire dall’integrazione tra segreterie didattiche delle Facoltà e segreterie amministrative, così da aumentare la coerenza e l’efficienza delle politiche e delle informazioni gestite nei siti di facoltà, nelle segreterie, nei servizi di accoglienza e orientamento ecc…
Sottolinea che la valutazione dei servizi segue la traccia che viene posta obiettivamente dagli indicatori utilizzati dal MIUR, che hanno distribuito un terzo della quota variabile in base ai risultati delle attività formative.

Il Rettore ritiene opportuno che accanto alle criticità il Nucleo evidenzi le azioni specifiche da assumere ed indichi le direttive da intraprendere per superare e risolvere le relative problematiche.
La Sapienza deve cercare di accelerare il proprio ingresso nel sistema Cineca/ MIUR.
E’ un atto di indirizzo che il Consiglio di Amministrazione dovrà verificare come mettere in pratica. Lo stesso discorso vale, ad esempio, per la segreteria studenti della Facoltà di Sociologia. Non è pensabile che lo studente, per avere informazioni, deve attraversare tutta Roma.

Il prof. Violani con riferimento all’area di valutazione esterna da parte del MIUR, rispetto alla quale vengono assegnati i due terzi del finanziamento, specifica che la Sapienza ha difeso la quota di ruolo del proprio potenziale di ricerca, che è rimasto sostanzialmente costante, grazie al reclutamento di ricercatori.
È, invece, diminuito il personale dell’area tecnica, amministrativa e bibliotecaria, più direttamente coinvolto nell’attività di ricerca; preoccupante è il calo dei bibliotecari e dei tecnici che ora sono in numero pari a 1 ogni 5 ricercatori.
Un dato preoccupante è la diminuzione, in termini relativi al corpo docente della Sapienza, del numero dei dottorandi di ricerca e delle borse di dottorato.
Rispetto a Università che dal 2006 hanno sensibilmente aumentato il numero di assegni e di borse, l’andamento di questi due ultimi indicatori potrebbe determinare un arretramento nelle assegnazioni di nuovi posti di ricercatore nonché nell’indice del “potenziale di ricerca”.

Il Rettore domanda di quanto è calato il numero dei dottorandi

Alle ore 16.55 entra nella sala della riunione il prof. Chimenti.

Il prof. Violani precisa che nel 2008 da 2.684 dottorandi si è passati a 2.310.
Evidenzia, soprattutto, il calo dei finanziamenti MIUR, che si è dimezzato nel 2008, compensato dall’aumento soprattutto dei finanziamenti da parte degli altri Enti e dei finanziamenti da parte dell’Unione Europea.
Nel triennio vi è stata una diminuzione del 6,5% circa nel finanziamento disponibile, sono diminuiti i fondi del MIUR, risultano quasi stabili quelli della Sapienza e sono aumentati quelli di altri Enti.
Ricorda che le fonti di finanziamento ai Dipartimenti riflettono dei problemi: alcuni Dipartimenti ricevono finanziamenti solo dalla Sapienza,.
Per quanto i finanziamenti PRIN siano vergognosamente bassi a livello nazionale, rappresentano l’unico elemento aggiornato negli indicatori utilizzati per la valutazione della ricerca.
In particolare, l’indicatore ministeriale da tempo, sia per la determinazione della quota di riequilibrio del FFO, sia per il 7%, considera il numero dei professori e dei ricercatori partecipanti ai PRIN valutati positivamente.
A fronte di tale risultato positivo, fa notare che il valore dell’indicatore, relativo al numero dei partecipanti a PRIN valutati positivamente alla Sapienza, è inferiore alla mediana nazionale in ogni area CUN, per cui, nel modello di finanziamento ministeriale la Sapienza continua ad essere punita.
Elementi di evidente criticità sono l’elevato numero di docenti di ruolo che negli ultimi 4 anni non hanno mai preso parte a progetti PRIN e 31 Dipartimenti che hanno una percentuale di partecipanti inferiore al 50%.
Anche il conferimento nell’Anagrafe Saperi, attività indispensabile per avere accesso alle pubblicazioni, dimostra che un elevato numero di docenti (poco più di 800), per un intero triennio, non ha conferito pubblicazioni al catalogo.

Il Rettore a riguardo chiede al Nucleo di inviare una lettera personalizzata a tutti gli interessati richiamandoli alle proprie responsabilità.
Poiché tutto ciò diventa elemento negativo nella valutazione complessiva dell’attività della Sapienza, è necessario trovare dei sistemi correttivi.

Il prof. Scalzo rileva sarebbe interessante conoscere la distribuzione dell’età di queste 800 persone.

Il prof. Violani fa presente che il Nucleo ha accesso indiretto alle informazioni del Cineca e solo il Rettore ha titolo a individuare le persone che non hanno conferito.
Con riferimento al contesto europeo, riferisce che la l’internazionalizzazione alla Sapienza vede una prevalenza delle attività istituzionali tradizionali rispetto ai processi di internazionalizzazione “at home” in atto nel contesto europeo, che è quello che caratterizza le Università ritenute migliori anche nei ranking e nella reputazione, cioè le Università inglesi e olandesi.
È soprattutto su questo secondo settore che bisognerebbe lavorare con particolare riguardo ai corsi in lingua inglese che sono presenti in numero decisamente esiguo, non solo rispetto al complesso dell’offerta, ma anche rispetto a quello che si ritiene possa essere fatto.
Considera positiva l’attivazione nel 2008 delle Summer School. Tale esperienza potrebbe essere utile come best practices anche in altre aree.
Riferisce che il numero degli studenti stranieri iscritti alla Sapienza è lievemente aumentato, ma resta nettamente inferiore a quello delle Università del centro-nord, tra le quali si annoverano tutti i più diretti importanti competitors della Sapienza. La mobilità degli studenti in entrata e in uscita andrebbe ulteriormente promossa, anche dal punto di vista culturale delle politiche delle Facoltà, che non fanno molto per incoraggiare gli scambi Erasmus.
L’ultimo capitolo riguarda il sistema di governance e il sistema contabile di bilancio.
Le criticità evidenziate in questo capitolo riguardano:
– la configurazione del sistema di accountability, che evidenzia come è ancora da realizzare la fondamentale innovazione del sistema contabile a livello dei centri di spesa;
– la configurazione del sistema dei bilanci, che necessita di un processo di miglioramento;
– la complessiva organizzazione delle strutture di ricerca, di didattica ed amministrative evidenzia la necessità di un urgente processo di razionalizzazione degli organi, dei compiti e delle responsabilità finalizzate a valorizzare più adeguatamente le condizioni di efficienza e di efficacia delle performance raggiunte.
Raccomanda infine che;
– tutti i sistemi gestionali siano completati al più presto con sistemi di DataWareHousing e DataMining;
– è necessario potenziare e integrare le funzioni dell’Amministrazione deputate a gestione dati, programmazione e controllo;
– siano aumentate le risorse per valutazione e Quality Assurance e per dare crescente rilevanza ai risultati della valutazione nell’assegnazione delle risorse.

Il prof. Nesi evidenzia che le ottime intenzioni che sono state elencate nella lunga e interessante relazione devono anche fare i conti con chi materialmente inserisce i dati..
Sottolinea l’importanza di considerare che c’è un numero crescente di persone molto valide che lavorano oltre l’umanamente comprensibile e, quando arrivano scadenze, alcune strutture sono veramente in grave crisi.
Poiché il lavoro per aggiornare i dati è enorme chiede sia finalizzato solo alle cose indispensabili.

Il prof. Scalzo, in merito al punto 1.2.5 della relazione che fa riferimento al questionario e alle procedure per rilevare le opinioni degli studenti, rileva che anche quest’anno il 37,48% degli studenti che ha riempito il questionario risulta essere iscritto al primo anno e il 26% al secondo anno.
E’ un aspetto interessante che merita un’ampia riflessione: oltre il 50% dell’informazione è legata agli studenti dei primi anni che sono notoriamente i ragazzi che hanno le minori informazioni. È grave infatti constatare come per gli anni successivi ci sia una fortissima caduta della partecipazione. Tutto ciò, a suo parere, richiede un’attenzione e una risposta.
La risposta è che lo studente si rende conto che il questionario, comunque riempito, alla fine non serva a niente. Quindi, c’è la totale disaffezione alla compilazione.
Sostiene che lo stesso discorso vale per la frequentazione delle lezioni e per l’adeguatezza delle aule.
Evidenzia che nella relazione del Nucleo di valutazione questi aspetti sono stati troppo sfumati, si augura che dal prossimo anno la situazione possa cambiare radicalmente e che ci sia un’attenzione maggiore verso tali problematiche.

Il prof. Masiani chiede se è possibile avere i dati, riportati nelle tabelle, disaggregati per Facoltà in modo che all’interno delle medesime si possa ragionare sui diversi corsi di studio.

Il Rettore ritiene obbligatorio che il Nucleo trasmetta ad ogni Preside la disaggregazione dei dati per singola Facoltà. Inoltre, autorizza il Nucleo a rilevare anche i dati del Rettore sui docenti che non hanno ancora conferito nel catalogo Saperi e a comunicarli ai Presidi.

Il prof. Valenza chiede di conoscere il numero degli iscritti che non hanno superato gli esami, in modo da avere contezza del rapporto tra il segmento temporale e i dati riportati nella tabella.

Il prof. De Santoli domanda se la riduzione degli iscritti è legata solamente alla riduzione dei posti oppure se ci sono altri elementi da considerare.
La relazione, inoltre, fa riferimento alla criticità dei corsi interfacoltà. Domanda se tale criticità si è avuta perché meccanicamente è stato analizzato il rapporto probabilmente non ottimale tra le Facoltà oppure se erano da valutare un po’ più approfonditamente dei meccanismi che non hanno funzionato.
Sottolinea l’inadeguatezza complessiva dei siti di Facoltà. Chiede al riguardo l’emanazione di linee-guida e, se possibile, l’adeguamento di tutti i siti di Facoltà.

Il Rettore considera possibile la realizzazione di un sito tipo di Facoltà, in modo avere un’identità visiva standard.
Chiederà ai Responsabili dell’Area di Info-Sapienza di predisporre un sito tipo, che sottoporrà alla valutazione di tutti prima di renderlo operativo.

Il prof. Violani risponde alle domande poste dai colleghi.
Condivide il fatto che la valutazione e l’adeguamento delle attività di ricerca e formative sono un sistema che vede al centro lo studente, il tutorato, la rendicontabilità e richiede un grosso lavoro.
Manca l’ausilio degli strumenti informativi e, in genere, sono i docenti migliori e più disponibili che debbono farsi carico di una serie di attività, a danno della ricerca e delle attività formative che pure sono importanti.
Rileva che la soluzione è tanto ovvia quanto non immediatamente realizzabile, perché implica lo sviluppo di professionalità molto elevate nelle funzioni di supporto.
Gestire un progetto europeo è complicato.
La Sapienza mantiene una buona partecipazione ai progetti del settimo programma quadro, ma cade nel coordinamento.
Il numero dei progetti coordinati alla Sapienza si è più che dimezzato. Non crede in un miglioramento immediato.
C’è poi un altro problema legato al fatto che le valutazioni dei cosiddetti ranking internazionali fanno riferimento a tutto quello che c’è dentro ISI e SCOPUS: tanto migliore è la rappresentazione, tanto meglio la Sapienza viene giudicata e valutata, nonostante tutti i problemi che anche nel corso degli incontri con i referenti sono stati evidenziati.
Per quello che riguarda i referenti, fa notare che la maggior parte sono docenti. Le professionalità dedicabili nei Dipartimenti a questa attività finora sono state, purtroppo, abbastanza scarse.
Le analisi delle opinioni degli studenti sono state pubblicate in passato: i numeri sono un po’ diversi da quelli rappresentati, nel senso che ovviamente partecipano alle valutazioni gli studenti iscritti ai corsi di laurea attivi (grosso modo 100 mila e non 140 mila).
Riferisce che vi sono dei problemi di copertura che derivano da una serie di questioni che, analiticamente, vengono considerate nella relazione.
Nel capitolo viene precisato che un elemento importante, oltre a questi aspetti procedurali, è il fatto che la discussione è interessante quando viene svolta non nella Facoltà, ma a livello di singolo corso di studio. E’ il gestore del singolo corso di studio che può utilizzare vantaggiosamente le opinioni degli studenti per favorire dei miglioramenti, oltre che il docente stesso.
A seguito degli incontri avuti con i Nuclei di valutazione di Facoltà è risultata evidente la differenza di atteggiamento nei confronti di questa tediosa procedura, distinguendo le situazioni in cui il resoconto viene immediatamente restituito al docente da quelle in cui si ferma negli archivi dello stesso MeSIV (dove vengono elaborati) perché i questionari non vengono proprio ritirati.
Al riguardo, l’innovazione importante del nuovo sistema è che il report sulla valutazione degli studenti in forma grafica, semplificata e immediatamente leggibile sarà inviato automaticamente a ogni singolo docente. Pertanto, senza aggravare i Nuclei o le Presidenze delle Facoltà, verrà dato questo importante feedback.
Per quanto riguarda i dati disaggregati per corso di studio e per Facoltà i Presidenti dei Nuclei di Facoltà vedono già i dati disaggregati per singolo corso di studio e fino al dettaglio della matricola dello studente.

Il Rettore manifesta l’intenzione di mandare a tutto il personale docente, tecnico e amministrativo una nota per comunicare che il Nucleo di valutazione ha prodotto certi dati , che sono stati inviati al Preside della Facoltà e che sono a disposizione di tutti.
Il Consiglio di Facoltà potrebbe chiedere la proiezione di questi dati. Si tratta della presa di coscienza di un sistema che sempre più deve valorizzare la qualificazione delle azioni realizzate.

Il prof. Violani assicura che sarà utilizzata una forma più efficace di comunicazione pubblica sul sistema di valutazione attivato. Riferisce che esiste un secondo strumento, già preparato e, solo per un difetto di comunicazione, non ancora inviato ai Presidi e ai Presidenti dei Nuclei di valutazione. Tale strumento mette a disposizione, aggregandoli a livello di corso di studio e di Facoltà, i report sulla verbalizzazione degli esami che ogni docente, che utilizza il sistema di verbalizzazione elettronica, vede per il proprio corso.
I dati sono già disponibili e interrogabili, mediante sistema di accesso riservato, dai Presidi e dai Presidenti dei Nuclei di valutazione. Allo stesso modo si potrà fornire ai Presidi la password per l’accesso alle pubblicazioni dei Dipartimenti che fanno prevalente riferimento alle Facoltà e che, al momento, sono visibili soltanto ai Direttori dei Dipartimenti.
Per quanto riguarda gli iscritti al Dottorato, osserva che buona parte del calo è legata alla riduzione del numero di borse disponibili e alla volontà di stabilire un numero di posti di Dottorato sostanzialmente equivalente a quello delle borse rese disponibili. Insomma, si considerava normale il limite normativo, mentre la tendenza virtuosa dovrebbe essere che tutti gli studenti di Dottorato siano garantiti da borsa.
Rileva che il prof. De Santoli ha colto un elemento molto importante, nel senso che alcuni corsi di studio avrebbero potuto facilmente essere istituiti grazie alla collaborazione interfacoltà.
Tale problema si riflette nella disponibilità di informazioni, nella facilità di assegnare gli organici, nello spazio che viene dato a livello informativo a questi siti, oltre che in obiettive difficoltà di gestione.
La banale raccomandazione è quella di istituire i corsi dotandoli di un regolamento molto chiaro che definisca le responsabilità delle Facoltà, possibilmente assegnando un’unica sede ed evitando, in questo modo, che le attività formative dei corsi interfacoltà siano sparse nell’Ateneo, dal momento che diventerebbe impossibile coordinare gli orari.
Spera di aver risposto a tutte le domande poste.

Il Rettore, oltre alla presa d’atto, valuta opportuno aggiungere: “il Senato Accademico ritiene che il Rettore debba inviare una lettera generale al personale docente tecnico, amministrativo e bibliotecario indicando sommariamente le principali disfunzioni, con l’avviso che tabelle più analitiche di ciascuna Facoltà sono rese disponibili presso le Presidenze di Facoltà.”

Il prof. Biagioni propone di aggiungere che il capitolo della relazione, relativo all’attività di ricerca, sia mandato anche ai Direttori di Dipartimento, che dovrebbero essere responsabilizzati quanto i Presidi di Facoltà.

Alle ore 17.55 escono dalla sala della riunione i proff.ri Magrì e Violani.

Il Rettore con questa raccomandazione pone in votazione il punto 4.

IL SENATO ACCADEMICO

PRENDE ATTO

dell’allegata relazione annuale del Nucleo di Valutazione di Ateneo sull’attività didattica e ricerca a.a. 2007 – 2008;

e con voto unanime

DELIBERA

che il Rettore invii una lettera a tutto il personale docente, tecnico-amministrativo e bibliotecario con l’indicazione sommaria delle principali disfunzioni evidenziate dalla relazione del Nucleo di Valutazione di Ateneo, con avviso che i dati analitici di ciascuna Facoltà saranno disponibili presso le rispettive Presidenze e, per quanto attiene la ricerca, presso i Direttori di Dipartimento.

IL SEGRETARIO
Carlo Musto D’Amore
IL PRESIDENTE
Luigi Frati
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Comments
One Response to “verbale del senato acca. sull’attività del Nucleo Valutazione Ateneo 1 dicembre 2009”
  1. websapienza ha detto:

    Anzitutto grazie per la pubblicazione di questo verbale. Sottolineo l’interessante proposta del prof. De Santoli di cercare di fare delle linee guida per i siti di facoltà. Nel nostro piccolo (websapienza) stiamo cercando di dare il nostro contributo cercando di allargare il dibattito su queste tematiche (webdesign, tecnologia e comunicazione) e pubblicizzando iniziative utili come la vostra.
    http://websapienza.wordpress.com

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