Pretesti per la protesta? E le proposte?


Dopo l’Onda travolgente del 2008, le poche assemblee dell’ultimo anno non raccoglievano che pochi spettatori, per altro anche restii agli interventi.

Perciò, uno dei  meriti della protesta dei ricercatori è quello di aver reinnestato linfa vitale nel pensiero dei partecipanti. In aula magna, Mercoledì 6 Ottobre abbiamo rivisto il fiume di persone che caratterizzava le vecchie assemblee, ma i propositi sembrano in parte modificati, trasformati, evoluti.

Gli interventi – molti – sono stati fatti da professori associati (De Gennaro), da ricercatori ( Andreassi, Baiocco , il coordinatore della rete 29 Aprile, Foschi) e da numerosi colleghi.

Tre i temi toccati: DDL Gelmini (piano politico e di protesta, mobilitazioni), situazione dei ricercatori prima e dopo l’eventuale approvazione del DDL ( piano della ricerca), condizioni reali degli studenti nella nostra Facoltà e proposte in merito ( piano della didattica – carenza di laboratori , assenza di riflessione sulle nostre competenze, mancanza di insegnamenti effettivamente formativi, didattica partecipata).

L’introduzione all’assemblea è stata curata dai ragazzi del Collettivo, i quali hanno spiegato per grandi linee il significato e le finalità politico-partitico delle decisioni prese dall’attuale maggioranza di governo. Sostanzialmente si è evidenziata l’intenzione di smantellare la pubblica istruzione, precarizzare i ricercatori e privatizzare il diritto allo studio. Le modalità di protesta ricalcano quelle intraprese durante il movimento del 2008, tra cui manifestazioni, incontri in Facoltà con il sindacato dei metalmeccanici e dei precari della scuola, organizzazione di eventi formativi – come i seminari in notturna.

A questa presentazione iniziale hanno fatto seguito interventi nei quali si faceva presente l’esito delle manifestazioni del 2008: De Gennaro ha evidenziato come, nonostante il grande clamore del movimento, la situazione degli studenti nelle Facoltà e negli Atenei, sia rimasta del tutto  invariata, se non addirittura peggiorata. Il suo invito è stato quindi quello di inondare di mail le caselle postali del ministro Gelmini, atto meno spettacolare dei sit-in di protesta o dei lunghi cortei, ma sicuramente efficace dal punto di vista pragmatico: potremmo creare un problema logistico al Ministero!

Seguendo queste indicazioni – mirare agli aspetti qualitativi, piuttosto ché a quelli quantitativi delle forme di protesta -, alcuni studenti hanno proposto di non pagare le tasse universitarie, organizzare un nuovo spogliarello di fronte al Parlamento o in Rettorato, riflettere insieme alla Facoltà di Economia su proteste che abbiano un profilo economico (?), svuotare le università e organizzare lezioni all’aperto, ma , soprattutto, iniziare a pensare non solo al DDL Gelmini – di pertinenza parlamentare- ma alle reali condizioni in cui versa la nostra Facoltà e l’Ateneo – strutture sulle quali gli studenti potrebbero intervenire direttamente tramite la propria rappresentanza e Organi di controllo, come la Commissione Paritetica della Didattica.

Giovanni,uno dei partecipanti ha delineato a questo proposito quali effettivamente siano le carenze didattico-formativo-esperienziali dei nostri CdL e la mancanza di una discussione sulla professionalità dello Psicologo, mestiere che vorrebbe intraprendere.

Il nostro collega ha più volte sostenuto che, alle proteste di piazza – ormai del tutto estranee alle modalità del ’68 per attuale contesto sociale-storico e politico -, si debbano inevitabilmente combinare interventi dal punto di vista della qualità degli insegnamenti e dello svecchiamento dei programmi didattici (alcuni obsoleti per ‘anzianità’ dei testi), prefigurando un aumento delle opportunità di aumentare la parte pratica e di preparazione effettiva al mondo del lavoro.

In conclusione: appoggio anche alle ‘lotte’, ma assolutamente non prescindendo dalla trasformazione dell’organizzazione del contesto e della cultura formativi ai quali tutti apparteniamo.

Altro spunto interessante per il dibattito, lo ha fornito Claudia -una matricola- la quale ha esordito ricordando la sua partecipazione attiva all’Onda; appunto, ricordi.

Nella sua analisi anch’ella ha riscontrato il fallimento di quel movimento unicamente di piazza, privo a suo parere di altri strumenti – proposte- che non fossero quelli degli scioperi o dei cortei.

L’intervento del Presidente EwO2009, Armando , ha sottolineato nuovamente l’immutata condizione degli studenti a seguito dell’Onda, sottolineando l’utilità dei cortei, ma la necessità di accompagnare a queste forme di protesta la conquista e l’utilizzo di strumenti legislativi e di diritto, finora sottratti agli studenti.

Nel merito, ha esposto la funzione che la Commissione Paritetica della Didattica ( per le funzioni da essa svolte in dettaglio cliccare qui)potrebbe rivestire all’interno di tutte le Università: sottrazione dell’onnipotente potere decisionale dei Baroni (gli ordinari e alcuni associati) su tutti gli aspetti della Didattica, della quale alcuni non si occupano neppure.

Tramite l’istituzione di quest’organo consultivo e di tutela dei diritti studenteschi, i ricercatori riuscirebbero a pianificare ed innovare effettivamente dall’interno i programmi didattici, i laboratori e ad interagire più da vicino con i – ci auguriamo tutti – futuri ricercatori. D’altro canto, gli studenti riuscirebbero ad ottenere una didattica veramente partecipata, con dibattiti aperti interni alle lezioni, progetti di ricerca in gruppo e la possibilità di pianificare coerentemente il proprio percorso di studi.

La ricercatrice Silvia Andreassi ha tenuto a precisare molto chiaramente che, per quanto riguarda la didattica e lo studio, gli studenti debbano impegnarsi a fondo nel dare del proprio meglio nell’approfondimento autonomo dei temi trattati a lezione, aumentando la qualità delle performance d’esame. Ella, riportando i risultati disastrosi ( voti non oltre il 23) ottenuti da molti partecipanti ad un esame, ha dimostrato la necessità di una responsabilizzazione dello studente durante l’intero iter formativo – elemento imprescindibile per una reale e completa trasformazione della cultura universitaria.

News su corsi

In assemblea non si è parlato della partenza dei corsi universitari, nonostante molti studenti abbiano rilevato che la sospensione della didattica nuoccia più a noi che ai parlamentari impegnati nella discussione sul DDL Gelmini. Alcuni altri interventi, anche da parte del Collettivo, hanno invece apprezzato questa forma di protesta dei ricercatori. Probabilmente, a nostro avviso, sarebbe più proficuo organizzare dei corsi propedeutici agli insegnamentiche partiranno verosimilmente non prima del 20 Ottobre. Su questo punto non c’è stata alcuna notizia ufficiale, in attesa del prossimo CdF.

Collegandoci alle decisioni del CdF e alla trasmissione di queste agli organi competenti(Segreteria Amministratica e Didattica, Ordine degli Psicologi) abbiamo notato che la riduzione delle sessioni di laurea e la cancellazione degli appelli d’esame, nonché l’anticipazione delle scadenze per terminare gli esami e consegnare la documentazione ai fini della laurea, erano state discusse durante il CdF del 20 Gennaio, durante il quale si discusse anche dell’accorpamento a Medicina2.

Perché gli studenti non sono stati informati tempestivamente su questi punti, fondamentali per la carriera universitaria ? Pensiamo che i rappresentanti debbano richiedere alla Facoltà di aprire una pagina sul sito della Facoltà per poter comunicare tempestivamente queste decisioni – o altre informazioni di rilievo- e per poter promuovere Assemblee di Facoltà nel caso gli studenti non siano d’accordo sulle conseguenze delle delibere dei docenti. Crediamo che questo sia un altro di quei diritti che dovremmo avere e che – ad esempio nella Facoltà di Psicologia 2- i rappresentanti – e quindi gli studenti – hanno già ottenuto!

Altra notizia ufficiosa: scomparsa degli appelli d’esame per gli studenti della 509.

Leggete la risposta che la Lucarelli ha fornito ad una studentessa che chiedeva delucidazioni sulla prova d’esame:

” Ho messo l’avviso in bacheca, si tratta di un errore, l’esame è come
sempre orale. L’ultimo appello è il 17 gennaio, come lei sa da
quest’anno questo corso è stato disattivato, e quindi non dovrebbero
esserci più appelli ufficiali, non so dirle quale soluzione si troverà
per gli studenti che dovranno recuperare l’esame. Le consiglio di
sostenere a gennaio entrambi gli esami, mio e della prof. Simonelli.

Riteniamo sia urgente e doveroso preparare un incontro su questa tematica e organinzzarci nuovamente per avere risposte UFFICIALI dal nostro CdF.

La data di questo incontro è per il 14 Ottobre 2010, ore 9, 30 in Facoltà. Chi vorrà potrà sguirci dopo la riunione di fronte al Parlamento, per partecipare ad un sit-in contro l’approvazione del DDL Gelmini.

Tratteremo i seguenti temi:

  • cancellazione appelli 509 da Gennaio in poi;
  • chiarificazioni sulle modalità di partecipazione agli appelli e sessioni di laurea ottenuti in sede di CdF;
  • ideazione, di concerto con alcuni ricercatori, di lezioni innovative. Specificheremo i dettagli , la proposta di articolazione delle lezioni e le adesioni dei docenti durante la riunione: vogliamo organizzarle con voi tutti;
  • rappresentanza studentesca: come aiutarla e potenziarla;
  • ideazione di seminari e laboratori a carattere professionalizzante durante la protesta studentesca;nuove forme di progettazione sociale e partecipazione attiva: per una reale rEWOLUZIONE !
  • orientamento matricole;
  • consegne delle tessere agli iscritti;
  • sottoscrizioni e tesseramenti;
  • varie ed eventuali.

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